Stampanti 3D: Guida all'acquisto

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Tutto ciò che devi sapere prima di comprare una stampante 3D online

L’invenzione della stampa, insieme alla scoperta dell’America, avvenuta nello stesso secolo, ha segnato l’inizio dell’età moderna rivoluzionando il mondo della cultura, della scienza e della tecnologia.

Molti esperti ritengono che proprio ora stiamo vivendo una nuova importante rivoluzione nel campo della tecnologia, ed anche questa volta c’entra la stampa.

L’invenzione e la commercializzazione della stampante 3D (ovvero a tre dimensioni) ha innovato in maniera rivoluzionaria il nostro modo di produrre oggetti di uso più o meno comune, soprattutto in quanto, oramai la stampante 3D è entrata nelle nostre case ed è disponibile non solo ai professionisti ma anche a chi ne voglia fare un uso amatoriale.

Dal software all' hardware

Software

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La forma dell’oggetto viene stabilita da un software che viene appositamente istruito a stampare la forma voluta seguendo le specifiche di un modello virtuale in tre dimensioni, spesso ricavato con uno scanner.

La stampante 3D, come una comune stampante di casa, funziona in connessione ad un computer, su cui è installato un apposito driver capace di manovrarla.

Va da se che per far rendere al meglio questo dispositivo occorre conoscere i rudimenti della progettazione grafica in 3D. Tuttavia, la spinta a commercializzare queste stampanti di nuova generazione sta portando i programmatori a rendere tali software sempre più facili da usare per un pubblico non esperto.

Hardware

Dal punto di vista tecnico, la stampante 3D è un robot industriale, che come tale è in grado di creare un oggetto in tre dimensioni. Per fare ciò si serve della tecnologia già usata per i plotter ovvero quegli strumenti impiegati nel disegno geometrico di precisione o per la stampa di circuiti elettronici. La caratteristica fondamentale delle stampanti 3D è quella di muovere l’iniettore (ovvero il dispositivo che eroga il materiale di stampa) nelle tre dimensioni: profondità, larghezza ed altezza.

In questo modo la stampante 3D è in grado di depositare strati successivi di materiale plastico che prenderanno via via la forma di un oggetto.

Le stampanti 3D funzionano, proprio come le 2D, grazie ad un toner. Questo è generalmente un materiale plastico che viene sciolto da un fusore durante la stampa. Il toner viene venduto in bobine monocolore: veri e propri rotoli di filamento plastico.

 

Le applicazioni delle stampanti 3D

Le stampanti 3D possono stampare oggetti comuni ma anche forme astratte. Questo le rende particolarmente versatili per qualunque uso: dall’uso pratico all’uso artistico.

Utilizzo professionale

L’uso professionale più comune delle stampanti 3D è nel design e nella modellistica. Un esempio fra tanti: uno studio di architettura, solitamente, usava il polistirolo o il legno per assemblare i propri plastici. Ora basterà programmare un modellino virtuale in tre dimensioni per avere disponibile in poche ore un plastico altamente preciso e dettagliato.

Allo stesso modo, nella progettazione di oggetti di design, la stampante 3D è la soluzione più pratica ed economica per produrre i prototipi base durante le fasi di ideazione e verifica di un oggetto da produrre poi su scala indistriale.

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Inoltre, si può usare la stampa 3D per ultimare calchi precisi per la produzione artigianale in serie.

Utilizzo amatoriale

Ma la stampante 3D, grazie ai suoi prezzi accessibili è diventata sempre più uno strumento per usi amatoriali. La verità è che l’unico limite della stampa in tre dimensioni sono la fantasia e l’nventiva. Si possono stampare gli oggetti più bizzarri: letteralmente, dai vestiti alle scarpe, dai modellini di auto d’epoca ai giocattoli personalizzati per i bambini, dagli oggetti di casa con un design veramente unico alla bigiotteria.

Ma dall’uso personale all’uso professionale il passo è breve. In pratica, chiunque sia dotato di una stampante 3D ed un poco di creatività può diventare un piccolo produttore ed anche un imprenditore vendendo i propri prodotti online.

La stampante 3D può stampare oggetti finiti, ma anche componenti meccaniche. In teoria, una stampante 3D può stampare un’altra stampante 3D!

Ma al di la di questo paradosso, facciamo un esempio pratico molto interessante: hai perso il componente un elettrodomestico, un mobile o un altro oggetto di uso comune e non riesci più a trovare il pezzo mancante? Un tempo avresti dovuto ricomprare l’intero prodotto; ora basterà  stampare il pezzo mancante.

I costi?

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Prezzi medi delle stampanti 3D

I prezzi variano a seconda di dimensioni a qualità professionale e precisione del prodotto. Per le stampanti 3D occorre tener conto del fatto che le elevate dimensioni del dispositivo determinano in maniera diretta la sua capacità di produrre elementi unici di grandi dimensioni. Quindi, se di norma si vogliono stampare oggetti di grosse dimensioni diventa inevitabile scegliere una stampante di dimensioni adeguate. Questa, tuttavia sarà anche in grado di stampare con precisione oggetti di piccolo taglio.

A seconda delle dimensioni e della qualità, i prezzi vanno dai 3.000 € a poco più di 100 €. Il prezzo medio per una buona stampante non professionale si aggira appena al disotto dei 200 €.

Prezzi dei materiali per la stampa

Come per le normali stampanti 2D, anche per le stampant 3D una parte rilevante dei costi è determinata dal toner. In media i toner costano 40€ a kilogrammo.

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A questo punto occorre usare un accorgimento tecnico particolare per abbattere il più possibile i costi di stampa. Considerando il tipo di oggetto che si vuole stampare e le sue caratteristiche specifiche si dovrà decidere se rendere l’interno dell’oggetto cavo o pieno (rendendolo più o meno pesante o più o meno resistente). Ovviamente, stampare un oggetto cavo costerà molto meno che stampare un oggetto pieno.

Se è vero che la stampante 3D viene considerata ancora uno strumento di nicchia, l’abbassamento sensibile dei suoi costi sembra suggerire che presto diventerà uno strumento di uso comune presente in molti contesti professionali. Come spesso succede in questi casi, saper gestire uno strumento del genere potrebbe diventare un requisito da includere nel proprio curriculum.

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